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lunedì 26 gennaio 2015

Cetacei lignei

Capodoglio ligneo sulla spiaggia di Pineto

La vista spazia vasta
sul galoppo dei nembi
per il cielo che mi sovrasta;
che sovrasta anche i tuoi lembi
stagliati contro di esso
nelle varie propaggini
sparse per l’azzurro terso.
Forse neanche immagini
la mia sorpresa quando,
diretto da te una mattina,
m’accorgo d’un sottofondo
scavalcare la collina
e l’insegna recitare:
“complesso residenziale”.
La motosega ruggisce,
affonda nel tronco ferito.
Il rampone s’accanisce
sul cetaceo sfinito.
Resto ai bordi della scena,
testimone involontario
del crimine sanguinoso,
mentre la mite balena
conosce il suo martirio
per mano dell’uomo impietoso.
Mi sforzo di dormire
accecato dal sole.
Di colpo odo un vociare,
poi l’albero stormire:
la grandiosa mole
è prossima a schiantare.
Il tronco si spacca,
freme l’intera struttura,
l’ampia chioma trasale:
anche la ruspa attacca
l’immane creatura.
L’assassino esulta,
le foglie cambian colore.
La quercia sussulta
si gira e muore.

Mario Cipollone

sabato 28 marzo 2009

La quercia









Ho conosciuto un tempo
in cui del mondo intero
avrei fatto scempio,
ma non di quell’albero,
della quercia discreta
eletta per longevità
ad esser la segreta
delle volubili passioni
dell’ingrata umanità.
Reca sul tronco incisioni,
firma di lama o fuoco,
della mano che l’ha inflitte
per passatempo o gioco.
Io non ho parole scritte,
ma dell’animo il riflesso:
ho cambiato i panni
ma in fondo sono lo stesso.
Cosa sono dieci dei miei anni
pel tuo essere ancestrale?
Un soffio di brezza dal mare.
Ricordo di bambino,
ramo piegato dal vento,
che incrocia con te il cammino
per fuggire dal tormento.
3° POSTO A "POESIE IN CAMMINO 2004"

sabato 3 gennaio 2009

Il ciclista

La mia vita:
scandita dai giri dei pedali
dal ronzio delle ruote sull’asfalto
dal salto misurato del cambio.
Fatica d’un uomo
posto su questa strada
costruita da altri.
La fatica d’arrancare
sull’asfalto bollente
sotto la pioggia o controvento
con negli occhi l’immagine sopita
delle ruote che scorrono libere
con la brezza che carezza
il viso accaldato;
gareggiare con la propria ombra.
È la vita:
sudore e fatica, per cosa?
Perché ad ogni discesa segua una salita.

4° POSTO A "POESIE IN CAMMINO 2003"
http://www.accademiadabruzzo.it/III%20concorso_poesia.htm


The cyclist

My life:
beaten by the pedals' turns
by the wheels' swish on the asphalt
by the gear's measured leap.
Fatigue of a man
placed on this road
traced out by the others.
Fatigue of striving hard
on the boiling asphalt
under the rain or leeward
with the soothing image
of free-sliding wheels
in the eyes
and the breeze's caress
on your hot face
in a continuous race
with your shadow.
It's life:
sweat and strife
what for?
for after any descent
a new slope rises?

Translated by the author.

Traduzione in lingua russa a cura di Svetlana Marinoshenko

Велогонщик

И каждый раз крутя педали
И колесо слышно там в глубене - асфальте
И мчит меня - переключатель
И тысячи людей ведет дорога
И улица в длину мечты
Вот сила на краю земли
Сквозь дождь и ветер
И лицо в тумане
И голос нежный за спиной
И состязание с собой
Глаза в мечтах, и силы на исходе
Зачем весь труд - кому он нужен
И для кого горит звезда
Чтобы родиться и умереть так на исхoде?

Ode all'autunno

Progredisce dalla fine di settembre
ammantata di caduche foglie e d’ombre
che danno più sbalzo a quanto vi si staglia
della luce d’estate che tutto abbaglia.
Volubile cielo di nuvole pare
cordigliera innevata a picco sul mare
mentre verdi onde di pascoli montani
lambiscono orizzonti e lidi lontani.
Discreta signora più viola che rosa
fai che si sveli la tua bellezza ascosa
e canta la vendemmia e del mite ulivo
con il fresco refolo di un fiato estivo.
Odoro la tua fragranza soave nell’aria
foglie secche e humus e atmosfera precaria
di una stagione che va e di un’altra che arriva
per sentieri rossi e passeggiate in riva.
Romantico Autunno, nostalgia di un anno
pensieri racchiusi sotto un lieve panno
di tinte forti e tenui, alba e crepuscolo
immagini danzanti nel pulviscolo.
Penelope e Calipso, consorte e amante
stagioni diverse del mio animo errante
devoto all’estate e alla sua fine precoce
chiedendosi chi sia l’Ulisse e chi il Proce.

PREMIO SPECIALE GIURIA TECNICA "POESIE IN CAMMINO 2008"